Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.
(Thomas Stearns Eliot)
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giovedì 13 settembre 2018
martedì 12 settembre 2017
Telefono Fisso nella Grotta del Terzo Portone
Durante l'ultimo Campo Majella è stato installato un sistema di telefonia fissa che consente di chiamare qualunque numero telefonico dal fondo della grotta.

Il sistema di telefonia fissa installato nella Grotta del Terzo Portone con chiamata in GSM si rende possibile grazie ad un router posizionato all'esterno nei pressi dell'ingresso.
Il router, con a bordo una SIM, è in grado di fornirci una linea PSTN (la classica linea telefonica ) che attraverso il comune doppino telefonico riesce a convertire la chiamata in GSM su di un telefono fisso, in questa maniera all'interno di tutta la grotta in postazioni diverse sono stati dislocati dei telefoni per effettuare chiamate con l'esterno e quindi con il campo base. Il sistema ci permette di tenerci in contatto ogni qualvolta ce ne sia la necessità, inoltre il router della HUAWEI viene alimentato a 5v con un consumo prossimo a 1 Ampere, per questa ragione una volta alloggiato in una valigia stagna è possibile alimentarlo con delle semplici powerbank da 20000 mAh, ( piccole e facili sia da alloggiare che da trasportare) il che vuol dire una durata di quasi 20 ore, senza pensare che basta un piccolo pannello fotovoltaico per risparmiare la carica durante le ore di luce.
Nella valigia stagna sono presenti il router con la powerbank ed in più una batteria al piombo da 7 Ah ricaricata dal pannello fotovoltaico. Nel caso ci sia la possibilità di disporre facilmente di corrente elettrica a 220v, di fronte alla valigia sono presenti i connettori rapidi per collegare l'alimentatore e ricaricare la powerbank all'interno.
Il sistema attualmente è stato portato a -350, senza perdite o consumi superiori di corrente con collegati tre telefoni lungo tutta la linea, inoltre l'apparato funge anche da interfono, dunque è possibile chiamarsi per mezzo di un buzzer che suonando avvisa la chiamata in arrivo da un altro punto della grotta.
Per ultimo attraverso il doppino telefonico sarà possibile trasportare la linea dati, che in questa maniera renderà possibile le chiamate in VOIP e video chiamate con l'esterno.
Appare dunque di semplice utilizzo e trasporto un sistema compatto in appena 20 cm per 15 di valigetta stagna, di ausilio in tutte quelle grotte dove il doppino telefonico è già stato steso.
Al campo base situato al Rifugio Manzini è stato installato lo stesso sistema, ma il router ubicato a 300 metri dal rifugio, dove la linea era stabile.
Giacomo D'Ettorre
mercoledì 28 giugno 2017
Campo Majella 2017
Dal 12 al 20 Agosto, lo Speleo Club Chieti ed il Gruppo Speleologico CAI Fabriano organizzano il CAMPO MAJELLA 2017
Campo base: Rifugio Manzini
Obiettivo principale del campo:
-Esplorazione abisso De Gasperi
Altri obiettivi:
-Esplorazione della nuova grotta vicino al De Gasperi;
-Battute esterne di ricerca
Comunicare al più presto eventuale partecipazione a: speleoclubchieti@gmail.com
sabato 8 agosto 2015
Campo Majella 2015
Dal 14 al 22 Agosto 2015
lo Speleo Club Chieti
organizza il
"CAMPO MAJELLA 2015"
Campo base Rifugio Manzini
Obiettivi del campo:
-Esplorazione Abisso De Gasperi
-Esplorazione grotta nuova vicino De Gasperi
-Battute esterne di ricerca
Campo base Rifugio Manzini
Obiettivi del campo:
-Esplorazione Abisso De Gasperi
-Esplorazione grotta nuova vicino De Gasperi
-Battute esterne di ricerca
domenica 5 febbraio 2012
NUOVA VITA AL RIFUGIO MANZINI -AGOSTO 2008-

Nell'Agosto 2008 lo Speleo Club Chieti si è messo in prima linea per la sistemazione dei locali del Rifugio Manzini, importantissimo punto di ricovero per gli escursionisti situato a 2523 metri ai piedi di Monte Amaro (Parco Nazionela della Majella).
Coerentemente con quanto concordato con il Comune di Fara San Martino, nelle giornate dell'annuale campo speleologico e in quelle precedenti, sono state impiegate molte delle risorse a disposizione in termini di personale e di tempo per la risistemazione dello stabile. La decisione di prendersi carico di tali oneri è nata tanto dalla necessità di usufruire di un locale funzionale ed accogliente ai fini dello svolgimento del campo speleologico, quanto dalla volontà di restituire alla montagna e ai suoi visitatori una struttura indubbiamente di grande fascino e indiscussa utilità. Si ricorda infatti che il rifugio Manzini ha subito anni di degrado per cause naturali e soprattutto per l’incuria di alcuni escursionisti che hanno portato all’inesorabile disfacimento di importanti componenti della struttura.
Alcune immagini del Rifugio Manzini prima della realizzazione dei lavori





Tra i partecipanti al campo si sono proposti dei volontari con le opportune competenze e capacità, anche sulla base dell’ambito lavorativo. Questi si sono occupati della individuazione dei danni e della priorità degli interventi, della scelta dei materiali e infine della messa in opera dei singoli lavori.
Gli interventi apportati alla struttura sono stati ovviamente in precedenza comunicati, valutati e approvati dalla amministrazione comunale di Fara San Martino e dall’Ente Parco. I materiali impiegati sono stati forniti o acquistati con il contributo del Comune di Fara San Martino, per un totale di 11 quintali, e successivamente elitrasportati con i mezzi aerei del Corpo Forestale dello Stato.
Elitrasporto materiali con i mezzi aerei del Corpo Forestale dello Stato


Gli interventi apportati alla struttura possono essere così sintetizzati:
- installazione nuova pompa e serbatoio in polietilene con annessa struttura di supporto;


- risistemazione impianto idraulico;


- dismissione serbatoio in eternit;
- installazione di pannelli fotovoltaici e accumulatori e realizzazione dell’impianto elettrico e di illuminazione a 12V;



- risistemazione dei danni alle strutture murarie interne e degli infissi nel locale invernale;




- realizzazione di una struttura removibile realizzata con tubi di acciaio e tavole di legno per l’ottenimento di circa venti posti letto nel locale invernale;


Divisorio in legno all’ingresso dei locali invernali

- sistemazione di panche, tavole, scaffali e altro mobilio;


Altri interventi ritenuti urgenti da segnalare riguardano la sistemazione definitiva del tetto del rifugio. A causa degli agenti atmosferici intensi, infatti, risultano mancare molti pannelli in lamiera di copertura con il conseguente rapido degrado delle tavole di legno sottostanti. Il rischio in caso di ritardo degli interventi di manutenzione è che possa rapidamente sopraggiungere il degrado localizzato delle travi (gia in essere), ovvero della struttura portante della copertura, oltre all’ulteriore smantellamento delle componenti più esterne.
Tale lavoro di manutenzione consisterebbe nella sostituzione delle tavole di legno già rovinate e nella fornitura e posa in opera della guaina isolante protettiva, oltre ovviamente alla aggiunta dei panelli mancanti.
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