Non smetteremo di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.

(Thomas Stearns Eliot)



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martedì 12 settembre 2017

Telefono Fisso nella Grotta del Terzo Portone



Durante l'ultimo Campo Majella è stato installato un sistema di telefonia fissa che consente di chiamare qualunque numero telefonico dal fondo della grotta.



Il sistema di telefonia fissa installato nella Grotta del Terzo Portone con chiamata in GSM si rende possibile grazie ad un router posizionato all'esterno nei pressi dell'ingresso.
Il router, con a bordo una SIM, è in grado di fornirci una linea PSTN (la classica linea telefonica ) che attraverso il comune doppino telefonico riesce a convertire la chiamata in GSM su di un telefono fisso, in questa maniera all'interno di tutta la grotta in postazioni diverse sono stati dislocati dei telefoni per effettuare chiamate con l'esterno e quindi con il campo base. Il sistema ci permette di tenerci in contatto ogni qualvolta ce ne sia la necessità, inoltre il router della HUAWEI viene alimentato a 5v con un consumo prossimo a 1 Ampere, per questa ragione una volta alloggiato in una valigia stagna è possibile alimentarlo con delle semplici powerbank da 20000 mAh, ( piccole e facili sia da alloggiare che da trasportare) il che vuol dire una durata di quasi 20 ore, senza pensare che basta un piccolo pannello fotovoltaico per risparmiare la carica durante le ore di luce.
Nella valigia stagna sono presenti il router con la powerbank ed in più una batteria al piombo da 7 Ah ricaricata dal pannello fotovoltaico. Nel caso ci sia la possibilità di disporre facilmente di corrente elettrica a 220v, di fronte alla valigia sono presenti i connettori rapidi per collegare l'alimentatore e ricaricare la powerbank all'interno.
Il sistema attualmente è stato portato a -350, senza perdite o consumi superiori di corrente con collegati tre telefoni lungo tutta la linea, inoltre l'apparato funge anche da interfono, dunque è possibile chiamarsi per mezzo di un buzzer che suonando avvisa la chiamata in arrivo da un altro punto della grotta.
Per ultimo attraverso il doppino telefonico sarà possibile trasportare la linea dati, che in questa maniera renderà possibile le chiamate in VOIP e video chiamate con l'esterno.
Appare dunque di semplice utilizzo e trasporto un sistema compatto in appena 20 cm per 15 di valigetta stagna, di ausilio in tutte quelle grotte dove il doppino telefonico è già stato steso.
Al campo base situato al Rifugio Manzini è stato installato lo stesso sistema, ma il router ubicato a 300 metri dal rifugio, dove la linea era stabile.

Giacomo D'Ettorre



martedì 27 settembre 2016

Novità dalla Grotta del Terzo Portone - Majella



A 30 giorni da Strisciando, la Majella regala altri tre pozzi dentro l'Abisso De Gasperi (o Grotta del Terzo Portone)!!!

Ho il piacere di annunciarvi che la grotta del terzo portone ha tre nuovi pozzi e raggiunge così  la profondità di -280 metri circa. 

Questo fine settimana abbiamo fatto una punta esplorativa in dieci persone io (Lorenzo) Giuseppe Giacomo ed Andrea rappresentanti Abruzzesi più sette Marchigiani : Sandro,Stefano, Laura,Renzo,Alessandro,Martina. 

Un primo gruppo ha sistemato la risalita in frana (già superata durante il campo di Agosto) per poi proseguire tutti insieme nell'esplorazione. 
Si realizza un armo per scendere il primo pozzo (quello su cui ci eravamo fermati a fine campo ad agosto)... 15 metri circa. 
Alla sua base se ne apre subito un altro... scendiamo pure questo altri 15 metri circa.
Sotto c'è l'ennesima frana ma spostando solo qualche pietra troviamo subito un meandro che ci conduce sulla sommità di un terzo pozzo. Il pozzo è  perfettamente circolare e di grandi dimensioni ( oltre dieci metri di diametro, tanti per questa grotta). Scendiamo, risulterà essere un trenta. Alla base la sesta frana che al momento ci ha fermato ma non sembra immensa o comunque sufficiente per fermarci a lungo. 
Sono soddisfattissimo la Majella mi ha fatto un bellissimo regalo per i miei 40 anni festeggiati in Grotta.

Lorenzo di Giovanni
Speleo Club Chieti

lunedì 12 marzo 2012

… E CHI L’HA DETTO CHE GLI SPELEOLOGI NON SONO ACCULTURATI ??

Di Stefano Vannella (Equipe)


Noi dello SCC conserviamo una rispettabilissima mole di testi a sfondo speleologico e naturalistico ... Solo
che la conservavamo un po’ male … !! Per lo meno questa volta niente fango o acqua, solo polvere e
confusione, ma è il processo di necessaria “stagionatura” dei libri, no??
Ma ora basta, era decisamente arrivato il momento di dare una bella ripulita e riordinata.
Per farla breve, in tanti anni (dal 1963) si sono accumulate davvero tante riviste, notiziari, raccolte, rilievi,
bollettini, libri e tanto altro materiale cartaceo, che come sappiamo ha bisogno di una certa cura per essere
messo a disposizione di tutti, ma anche solo per renderlo davvero funzionale e utile:
serve spazio, armadi, scaffali, ma soprattutto un buon ordine logico, una collocazione precisa, un motore di
ricerca ed un servizio di prestito.
E’ a tutto questo che stiamo lavorando da un po’ di tempo, diamo una schedatura per ogni libro con tutti i
suoi dati fisici e ordinari e diamo una collocazione, gli assegniamo delle parole chiave con tutti gli argomenti
che tratta e tutte le grotte che illustra, oltre all’area geografica, in modo che la ricerca dell’interessato
possa essere precisa e sempre soddisfacente .
Sappiamo che partendo da zero, è un gran lavoro molto minuzioso, ma l’alternativa sarebbe lasciare tutta
questa cultura nell’oscurità , senza utilità, praticamente un mero “impiccio”…. e in quanto speleologi, ci
sentiamo in dovere di illuminare questa oscurità, scoprire cosa ci ha lasciato il tempo e la conoscenza e
soprattutto metterla concretamente a disposizione di tutti, badando prima di tutto a TUTELARE,
SALVAGUARDARE e CONSERVARE decentemente tutto ciò…..esattamente come facciamo per le grotte!!!!
E’ bello poter avere sempre tra le mani un manuale che spiega una particolare manovra tecnica, o dati vari
su una grotta, immagini spettacolari, itinerari e studi naturalistici.
Ci auguriamo di finire al più presto , così da fornire anche una lista di tutti i nostri volumi; per il momento
continuiamo pazientemente a riportare dati e assegnare collocazioni ed etichette.


ASPETTI TECNICI DEL NOSTRO LAVORO



Una catalogazione efficiente e ambiziosa . . .
• L’obiettivo è, ovviamente, quello di registrare tutti i dati utili al riconoscimento dei libri o delle raccolte, ma si è voluto inserire una “marcia in più”: identificare e registrare nella schedatura tutti gli argomenti concernenti ogni singolo libro; non solo la materia, l’area geografica e la disciplina di cui tratta, ma tutti i riferimenti diretti a oggetti prettamente speleologici, ad esempio
i nomi di tutte le cavità di cui può parlare un dato manuale di itinerari speleologici etc.


• Il fine è di garantire al ricercatore, una grande facilità e immediatezza pur con singoli e precisi nomi, sapendo subito quali e quanti libri presenti parlano di quell’argomento o diquella grotta a cui si è interessati.















lunedì 27 febbraio 2012

SPELEOLOGIA… QUESTA SCONOSCIUTA

di Gianluca Cassano


Si avvicinano le date del corso di quest’anno ed è facile che qualche curioso possa cercare qualche informazione in più sulle pagine del nostro sito. La tentazione è quella di iniziarne a parlare come si fa in ogni sede ufficiale, con parole eleganti e pompose, come se fossimo ad una conferenza. Mi metto invece nei panni di chi non ne sa nulla, com’ero anche io qualche anno fa e cerco di partire da quelle semplici e banali domande che io ho fatto e che la maggior parte degli speleologi si sentono rivolgere da tutti i loro conoscenti.


SPELEOLOGIA: è una parola ben strana, piuttosto difficile da pronunciare. Io per esempio ero convinto che, come la maggior parte di quelle parole complicate che finiscono con “-logia”, fosse qualcosa che richiedesse degli studi universitari, qualcosa di veramente complicato che richiedesse montagne di tempo piegato nuovamente sui libri, stress per gli esami, tasse da pagare, ecc. No, la cosa è molto più semplice. Si tratta di grotte. Di andare a visitarle, di esplorarle, di studiarle. Molto più semplice di ogni definizione che si può trovare in rete.


Da qui in poi le domande che ci vengono rivolte sono sempre le stesse, quindi tanto vale rispondere subito:


-Ma non è troppo buio laggiù?-


Certo, ma ci si muove con le luci. Nelle nostre case, quando manca la corrente è esattamente la stessa cosa


-Ma c’è l’aria?-


Quella non manca mai, anzi. Spesso ce n’è anche troppa. Così tanta da doversi coprire. L’unico posto dove l’ossigeno può scarseggiare, è nelle nostre camere da letto, quando ci alziamo la domenica a mezzogiorno dopo una nottata alcoolica


-Ma sarà pieno di animali pericolosi!!!-


Magari. In grotta non ci sono scorpioni, sanguisughe, serpenti, leoni o extraterrestri. Tutti questi signori restano fuori dalle grotte. Trovare qualche minuscolo essere di pochi millimetri in grotta, non è per niente facile. Spesso bisogna essere molto fortunati e ci sono gruppi di speleologi che li studiano appositamente.


-Ma vi appendete alle corde nel vuoto?-


Certo. E lo fai già anche tu, ogni volta che prendi un ascensore; solo che non te ne rendi conto.


-Ma l’ascensore è sicuro. Le grotte sono pericolose!?!-


E’ molto più pericoloso giocare a calcetto tutti i sabati. Pensate a quante tibie, legamenti, menischi saltano ogni giorno in Italia. Per non parlare poi di quando dobbiamo attraversare la strada, con o senza strisce pedonali…


-Ma perché? Chi te lo fa fare???-


I motivi che potrei elencare sarebbero infiniti e non semplici da definire. Provo ad riportarne qualcuno:


Perché sono stanco dell’odore della plastica dappertutto; perché sono curioso; perché tutte le persone più strane ed incredibili, sono speleologi; perché sottoterra Google maps non ci è ancora arrivato; perché Indiana Jones è un personaggio di fantasia, ma i miei amici speleo sono tutti veri; perché sono veramente amici; perché andare al cinema mi costava troppo; perché andare in profondità nelle cose è sempre meglio; perché da quando vado in grotta, mangio il doppio ma non metto su un grammo; perché ogni volta che torni in superficie, è come rinascere; perché “ne ho viste cose che voi superficiali non potete nemmeno immaginare”; perché ce ne sono ancora migliaia da vedere; perché il contatto con la natura è stupendo; perché non mi è mai piaciuta la playstation; perché si può andare in grotta senza prima dover studiare un libro; perché, al contrario, ci sono una marea di discipline scientifiche collegate e che mi spingono ad aprire i libri con piacere; perché prima di andare in grotta è inutile lavarsi i capelli; perché so che in ogni punto d’Italia c’è una tribù con un moschettone in tasca ed un caschetto in testa, pronta ad accogliermi come un fratello; perché passo troppo tempo in giacca e cravatta; perché ogni volta che vedo una strada che non conosco, mi chiedo dove porta; perché qualche migliaio di anni fa le grotte erano le nostre case; perché dopo ogni grotta mi conosco sempre di più; perché rimpiango di non aver studiato geologia; perché dopo aver passato 30 anni al mare, adesso so che mi piace di più la montagna; perché volevo capire cosa vuol dire “troglobio”; perché sono un po’ masochista, ma molto altruista; perché ogni anno c’è il raduno nazionale degli speleologi; perché è l’unico posto al mondo dove posso ascoltare il silenzio più puro; perché l’odore di carburo mi piace; perché adesso non ho nessun timore a camminare fuori da una strada battuta; perché là sotto ci sono monti, fiumi, cattedrali e sculture che nessuno ha mai visto e voglio essere il primo a guardarle; perché sono gli unici posti dove la mano dell’uomo non ha ancora fatto casini; perché il rosso della mia tuta mi piace; perché di solito quella tuta è così sporca che non ricordo più di colore sia; perché la vita in grotta è meglio di un film; perché se potessi tornare indietro, inizierei ad andare in grotta a 16 anni; perché mi piace il rumore dei moschettoni che si chiudono; perché mi piace conoscere cose nuove; perché adesso ho sempre troppe cose da fare; perché nessuno si chiede mai esattamente per quale miracolo giriamo un pomello e l’acqua sgorga dal rubinetto; oppure… semplicemente perché mi piace.


Benvenuti!